il Pensiero

Le cose nella vita si fanno sempre per due ragioni: o per amore o per forza.

la grande promessa che avremmo tutti lasciato le campagne, poi addirittura lasciato le industrie,
saremmo tutti vissuti nelle città, avremmo avuto tutti una cravatta, una scrivania, una macchinina,
una casetta, una vita borghese, questa promessa non verrà realizzata, non si può fare. 
Il sistema attuale non può dare, non può più assicurare benessere come prometteva e quindi si è
trattato di un grave errore di valutazione. 
É arrivato il momento di percorrere nuove strade. Le cose fatte per amore c’è una motivazione forte,
c’è un convincimento. Le cose fatte per forza invece sono diverse, vanno fatte senza aspettarsele,
vanno fatte adesso e questi passi indietro saranno pesanti per tutti quelli che non li avevano
preventivati. 
Quelli che già da tempo vivono in maniera più sobria, cercando di consumare meno, di dedicare
meno tempo al lavoro perché il denaro che se ne trae non è così essenziale per vivere il più
facilmente possibile, chi si è già posto il problema di consumare meno, di essere più libero, non
dovendo per forza lavorare tanto, ma facendolo per quanto basta e per il tempo che serve, questi
signori saranno molto più avvantaggiati. 
L’edilizia nuova non è possibile, non c’è più spazio, occorre recuperare l’edilizia vecchia e antica
che invece aspetta di essere recuperata, tra l’altro per salvare anche il territorio da frane e da collassi
a cui assistiamo sempre più spesso. Serve produrre energia in maniera diversa, perché le case
devono essere alimentate in maniera diversa dall’energia che deriva dalla combustione di
idrocarburi, riciclare l’acqua, coltivare in modo sostenibile ecc. le cose da fare sono tantissime 
Questo schema non produce benessere, uno deve farsi molto semplicemente i conti: “Quello che faccio mi fa stare bene? Sono felice?”. La mia opinione è che la vita è una ricetta e una buona ricetta non si fa mai con un
ingrediente solo, si fa con molti ingredienti ben miscelati e in equilibrio, ma è la mia opinione,
semplicemente per me le cose non stavano più così. 
Tutte le volte che devo comprare qualcosa mi collego a una spesa che implica una schiavitù e dato
che le cose che mi rendono felice sono altre, mi accollo anche il problema di dovermi scaldare
spaccando la legna e facendo fatica, anche per produrre e conservare il cibo che mangiamo. Questa
fatica mi sono reso conto che non era una cosa da evitare, anzi semmai era una cosa da ricercare
perché tutta quella mancanza di fatica che rilevo in un comodo ufficio a Milano o in una casa iper
riscaldata che devastava tonnellate di petrolio all'anno, quella vita lì, quell’assenza di fatica non
era una risorsa così imprescindibile, anzi forse nella vita bisogna farne un po’ di fatica fisica perché
questo serve a mantenere il collegamento con la realtà. 

Era possibile cambiare vita, bastava spendere poco, bastava ridurre i propri consumi, bastava vivere in posti dove le case costano poco e si possono rendere confortevoli con la propria fatica ed ingegno.

Lavorando meno, avendo più tempo per sè, si possono comperare meno cose (perchè le altre si
fanno da sè), quindi è relativamente semplice mantenere una buona vita pur riducendo i guadagni.
Con più tempo libero si impara ad autoprodurre.
Autoproduco in gran parte le cose che mangio e posso fare ancora molto di più perché sono solo
all’inizio. Tutto questo è l’inizio di una nuova vita, faccio anche fatica e poi nel tempo imparerò a
fare meglio altre cose, però non è impossibile.
Quello che si autoproduce può essere scambiato e a volte questa forma di moderno baratto diventa
un modo per rafforzare le relazioni di vicinato e per guardare in modo meno avido gli oggetti o i
beni di consumo che popolano le nostre vite.
L’unica vita possibile non è quella che ci dicono che dobbiamo fare, non è quella nelle grandi città a
fare lavori che spesso e volentieri non sono quelli che avremmo scelto seguendo le nostre passioni,
guadagnando denaro e cercando certezze, ma come si fa a cercare certezze in una vita in cui l’unica
certezza è che poi a ad età avanzata moriamo? Se ho cambiato lavoro muoio prima? Morirò vecchio
pure io e nel frattempo avrò tentato di fare del mio meglio per vivere. Queste sono nostre paure
alimentate dalla propaganda del Sistema, dalla controinformazione per cui se molli il lavoro sei
fregato, se esci dal Sistema non rientri più.
La merce più rara in circolazione è il tempo, tempo che ha una caratteristica, persino i soldi si dice
che vanno e vengono, il tempo va e basta, non viene.
Buttiamo il tempo dalla mattina alla sera e per tutta la vita in cose non essenziali per farcela vivere
nel modo più originale e autentico possibile, ci spostiamo e viviamo in scatole (box) casa-
macchina-ufficio-macchina-casa, come se quel tempo intanto ce ne è talmente tanto che il momento
giusto per fare le cose che contano verrà, ma quel momento non verrà mai perché quel momento è
oggi. 
Da quando ho smesso di andare in ufficio tutti i giorni, vivendo con poco, cerco di utilizzare nel
modo migliore il tempo, vivo in maniera molto diversa e mi sento molto meglio perché ho
tantissimi progetti, tantissimi sogni da tentare di realizzare, il tempo che ho a disposizione è tutto
per questi sogni, è tutto per me e per i miei cari, è tutto per le persone che amo. 


“Casale il Baronetto”


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